Le Distorsioni cognitive

Le Distorsioni cognitive

maxresdefaultLE DISTORSIONI COGNITIVE

DEL PENSIERO

Di fronte ad una situazione, nella vita di tutti i giorni come in circostanze nuove e inaspettate, utilizziamo Pensieri e Convinzioni  per elaborare ciò che abbiamo davanti e di conseguenza il modo con cui reagirvi: in altre parole, la nostra mente lavora per fornire un senso a ciò che stiamo vivendo.

poste-italianeUn esempio può meglio spiegare questo concetto: entriamo in un ufficio postale e ci mettiamo in coda per pagare una bolletta, quando ad un tratto vediamo due persone, che iniziano a litigare. Automaticamente, la nostra mente si mette al lavoro per fornirci una spiegazione di ciò che sta accadendo.

Tale spiegazione non è scontata: ciò significa che persone diverse potranno elaborare spiegazioni diverse sul perché quel determinato evento stia accadendo. Le spiegazioni di ogni evento della nostra vita non sono, quindi, oggettive e inevitabili. 

Ciascuno, a seconda del proprio stile cognitivo, ha Distorsioni che preferisce, e, sulla base di esse, si crea un ’immagine più o meno  coerente e razionale del mondo. 

Le distorsioni cognitive, in questo senso, possono essere definite come processi di pensiero rigidi, inflessibili, estremi, che non tengono conto di un numero sufficiente di informazioni prima di essere formulati e che, di norma, portano ad una elaborazione della realtà parziale.

Le  distorsioni  cognitive sono una “normale” manifestazione della mente umana, di seguito ne vengono riportate cinque :

ASTRAZIONE SELETTIVA

E’ un errore cognitivo che consiste nell’interpretare una situazione considerando solo alcune informazioni e scartandone o sottovalutandone altre. Chi opera un’astrazione selettiva delle informazioni si forma l’idea di una situazione sulla base di una scelta insufficiente e parziale di informazioni, cosa che rende impossibile un’elaborazione valida e attendibile della realtà.

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ESEMPIO: un conferenziere sta parlando ad un convegno, davanti a un pubblico numeroso. E’ in ansia e ha il timore di fare una brutta figura o di non riuscire a coinvolgere abbastanza gli ascoltatori. Preso dall’ansia, mentre parla va alla ricerca, in mezzo al pubblico, di possibili segnali di noia o di critica e, come sempre succede in questi casi, li trova: una signora, a lato del palco, fa uno sbadiglio. L’astrazione selettiva risiede nel fatto che il conferenziere ricerchi proprio quelle informazioni che possano confermargli l’idea che la sua performance è inadeguata. Così facendo, tuttavia, ignora o scarta tutte quelle informazioni che potrebbero confermargli l’idea opposta.

GENERALIZZAZIONE

La Generalizzazione è un errore cognitivo che consiste nell’estendere, in modo arbitrario e in assenza di sufficienti prove, l’esperienza vissuta in una certa situazione a tutte le situazioni che presentano caratteristiche simili. La Generalizzazione può essere applicata alle situazioni, ma anche alle persone e a se stessi.

478x319xesame-1024x682.jpg.pagespeed.ic.rQiJvqmrQAESEMPIO: una studentessa universitaria si presenta al suo primo esame adeguatamente preparata. Quando è il suo turno, tuttavia, il professore gli fa domande molto specifiche e gli lascia poco tempo per formulare le risposte. La studentessa entra in ansia e dopo un po’ viene bocciato. Presa dallo sconforto, fuori dall’aula, pensa: “E’ inutile, ero ben preparata e mi hanno bocciato lo stesso… Di sicuro andranno così anche tutti gli altri esami”.

La Generalizzazione, in questo caso, sta nell’estendere il risultato di un singolo evento a tutti gli altri, ma è proprio vero che tutti gli esami debbano andare nello stesso modo, a prescindere dalla preparazione ? Tutti i professori sono uguali ? Quali sono le probabilità che, arrivando preparato agli esami, capiti sistematicamente che i professori facciano domande alle quali non si s rispondere ? Non è meglio aspettare qualche esame ancora prima di formulare un giudizio generale e definitivo ?

LETTURA DEL PENSIERO

uri-geller11-e1341074203369-300x290La lettura del pensiero consiste nell’attribuire agli altri pensieri,intenzioni, sentimenti e opinioni in assenza di prove che possano avvalorare la nostra tesi. Questo errore fa sì che non riusciamo a interpretare correttamente la realtà, ma può determinare anche reazioni, da parte nostra, che possono contribuire al cosiddetto avverarsi della profezia.

 

ESEMPIO: due amici non si vedono da un po’ di tempo, e uno dei due, Mario, ha il timore che non avendo sentito l’amico per troppo tempo, egli si sia potuto offendere. Qualche giorno dopo i due si incrociano per strada. Mario fa per salutare l’amico, che però non guarda dalla sua parte e non ricambia il saluto. Mario, allora, pensa: “Avevo proprio ragione, ce l’ha con me… Ma io in fin dei conti non gli ho fatto proprio niente, avrebbe potuto chiamarmi lui per primo… Non lo saluterò più nemmeno io”. Mario ha “letto” il mancato saluto dell’amico come un segno della sua offesa, ma come può essere sicuro che l’amico non l’abbia salutato proprio per questa ragione? Non potrebbe essere che l’amico fosse distratto o di fretta? Presa per buona la propria interpretazione, Mario smette di salutare l’amico, che a sua volta si sentirà ignorato. La profezia inizialmente temuta (la fine dell’amicizia), può così rischiare di avverarsi.

PERSONALIZZAZIONE

Questo errore consiste nella tendenza a percepirci, in assenza di prove valide, come causa di ciò che ci succede intorno, portandoci a sentirci responsabili.

UnknownESEMPIO: uno studente universitario entra nello studio del professore per sostenere il proprio esame, ma al momento di sedersi nota che l’uomo è irritato. Preso dall’ansia, il ragazzo pensa: “Oh mio Dio, che gli ho fatto?”.

Dopodiché, inizia a darsi possibili spiegazioni: “Entrando, avrò sbattuto la porta? Mi ha riconosciuto subito come quello che a lezione a volte era distratto?”. Queste spiegazioni, avventate e ansiogene, non tengono conto di informazioni importanti che potrebbero consentire spiegazioni alternative: Perché il professore dovrebbe essere così irritato con qualcuno che è lì da solo qualche secondo? Non potrebbe essergli successo qualcosa prima?

RAGIONAMENTO EMOTIVO

emozioniL’interpretazione e la reazione a una situazione vengono influenzate dall’elaborazione emozionale che la persona ne fa, senza alcuna mediazione razionale. Sono le emozioni, quindi, che determinano l’interpretazione e il giudizio sulle cose.

Alcune affermazioni che, di solito, si fanno quando si ragiona “emozionalmente”, sono: “Ho agito così perché me lo sentivo”; “Se mi sento così male, quello che mi è successo deve per forza essere orribile”.

ESEMPIO: Mario e Francesco, due fratelli, hanno una discussione sull’eredità dei propri genitori. Terminato l’incontro, Mario si sente frustrato e arrabbiato e pensa: “Se mi sento così, significa che mio fratello mi ha trattato male”. Mario, in questo caso, sta utilizzando il ragionamento emozionale, cioè sta valutando una situazione solo ed esclusivamente sulla base delle emozioni che sta provando in quel momento. Non sempre, però, le emozioni che si provano consentono una lettura accurata della situazione.

In questo caso, per esempio, sono diversi i motivi che potrebbero aver scatenato la rabbia e la frustrazione in lui, per esempio il fatto di non aver ottenuto quello che voleva, o di non essere stato capito.

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